Consiglio

Come si legge la data sul fianco

Le ultime quattro cifre del DOT sono settimana e anno. Cosa dicono davvero, perché non sono una scadenza, e la regola con cui decidiamo se una gomma è buona.

Sul fianco di ogni gomma, dentro un ovale, c'è la scritta DOT seguita da una serie di lettere e numeri. Le ultime quattro cifre sono la settimana e l'anno di fabbricazione: `2224` vuol dire ventiduesima settimana del 2024, cioè fine maggio di quell'anno. Sui modelli fino al 1999 le cifre erano tre; se ne trovi una così, è una gomma da museo, non da montare.

Dove guardarlo, e perché a volte non lo trovi

Il codice completo è stampato su un solo fianco della gomma. Se non lo vedi, la ruota è montata con quel lato verso l'interno: si guarda dall'altra parte, con la macchina sollevata o sterzando a fondo. Nessun costruttore lo nasconde: è semplicemente così che vengono stampate.

Cosa dice la data, e cosa non dice

Dice quando la gomma è stata costruita. Non dice quando "scade", perché uno pneumatico non ha una data di scadenza per legge. Su questo Assogomma e Federpneus — cioè i produttori e i rivenditori specialisti — hanno messo nero su bianco che fra data di fabbricazione, durata e sicurezza non c'è una correlazione diretta: contano l'uso e la conservazione. Ne abbiamo parlato in un pezzo a parte, con la circolare originale allegata: la data sul fianco non è una scadenza.

Il che non vuol dire che l'età non conti. Vuol dire che conta insieme ad altre due cose: come è stata usata e come è stata tenuta.

Perché una gomma invecchia anche ferma

La mescola è un composto vivo: gli additivi che la tengono elastica migrano verso la superficie e si consumano lentamente, l'ozono dell'aria attacca i legami, il sole e il calore accelerano tutto. Una gomma tenuta in un garage arroventato sotto il tetto invecchia molto più in fretta di una rimasta al buio, in piano e a temperatura stabile.

Il segno visibile sono le screpolature sottili alla base del fianco e sul fondo degli intagli. Quando compaiono, la gomma ha perso elasticità: frena peggio sul bagnato anche con il battistrada alto, perché la mescola indurita non si adatta più alle asperità dell'asfalto.

Il caso classico: la gomma "nuova" di quattro anni fa

Capita spesso con il treno di scorta comprato in offerta e mai montato, o con l'auto ferma in box. Il battistrada è intatto, la gomma sembra nuova, e in un certo senso lo è. Ma se è stata tenuta male, o se è già passata dagli otto-dieci anni, quella gomma vale meno di quello che sembra.

La regola che usiamo al banco: sotto i cinque anni non è un argomento; fra i cinque e i dieci si guarda lo stato, non il calendario; oltre i dieci si sostituisce, anche se sembra a posto. Ed è la stessa regola con cui scegliamo cosa mettere e cosa scartare fra le gomme usate — ne parliamo nella pagina dei pneumatici usati.

Se stai comprando

Chiedere l'anno è legittimo e nessun gommista serio si offende. Ma la domanda più utile è un'altra: da chi stai comprando. Un marchio serio, un magazzino tenuto come si deve e chi monta con attrezzature giuste contano più di una cifra sul fianco. Da evitare, quelli sì sempre, i prodotti di provenienza dubbia venduti senza prova d'acquisto — cioè senza garanzia — e i montaggi improvvisati.

Il vero nemico non è l'età

È il sottogonfiaggio. Una gomma tenuta a mezzo bar meno del dovuto flette più del previsto a ogni giro, si scalda, e quel calore invecchia la mescola più di qualsiasi anno passato in magazzino. Consuma anche più carburante e mangia le spalle. Controllare la pressione una volta al mese, a freddo, allunga la vita di una gomma più di qualunque accorgimento sulla data di acquisto: come si fa sta scritto nel pezzo sulla pressione.

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