È la domanda che arriva più spesso al banco: "questa gomma di che anno è?". Dietro c'è la convinzione che la data stampata sul fianco funzioni come quella sul latte. Non è così, e a dirlo non siamo noi: lo hanno messo per iscritto Assogomma e Federpneus, cioè l'associazione dei produttori e quella dei rivenditori specialisti. La circolare originale è allegata qui sotto: chi vuole controllare va alla fonte invece di fidarsi di noi.
Cosa dice la circolare
Fra data di fabbricazione, durata e sicurezza di uno pneumatico non esiste una correlazione diretta. La data è obbligatoria sul fianco perché serve al costruttore a rintracciare un lotto in caso di necessità — un richiamo, una verifica — non all'automobilista per sapere quanto durerà la gomma. Nessuna norma vieta di vendere o montare uno pneumatico in base a quella data.
Non è una posizione isolata. Anche la NHTSA, l'amministrazione americana per la sicurezza stradale, ha concluso che non serve introdurre un requisito legato all'invecchiamento: gli standard hanno reso le gomme più sicure, i dati sugli incidenti lo confermano, e la diffusione dei sensori di pressione aiuta a scoprire il nemico vero, che è il sottogonfiaggio.
Le due cose che contano davvero
La prima è come la usi: pressioni, carichi, velocità, buche prese male, sole e pioggia. Una gomma tenuta mezzo bar sotto per un anno ha lavorato più di una gomma di due anni più vecchia gonfiata come si deve.
La seconda è come è stata conservata: temperatura, umidità, luce, raggi ultravioletti, vicinanza a solventi, oli e grassi. Un treno rimasto sei mesi in un garage sotto il tetto, d'estate, invecchia più di uno rimasto due anni al buio, in piano e a temperatura stabile. È chimica della mescola, non burocrazia.
Cosa vuol dire in pratica, quando compri
Guarda da chi compri, non che anno c'è scritto. Marchi seri, un magazzino tenuto come si deve, e chi la monta con attrezzature giuste valgono più di qualunque cifra sul fianco. Da evitare, quelli sì sempre: i prodotti di provenienza dubbia venduti senza prova d'acquisto — quindi senza garanzia — e i montaggi improvvisati o fai da te.
Questo non vuol dire che la data non si guardi mai. Vuol dire che si guarda insieme allo stato reale della gomma: battistrada, fianchi, screpolature, come è stata tenuta. È il metodo che usiamo anche per decidere cosa entra e cosa no fra le gomme usate, e lo abbiamo raccontato per esteso nel pezzo su come si legge il DOT.
E quando una gomma è davvero da cambiare?
Quando il battistrada è agli indicatori di usura, quando il fianco ha una bolla o un taglio che arriva alla tela, quando la mescola è screpolata al punto da vedersi le crepe aprirsi. Sono cose che si vedono guardando la gomma, e che una data sul fianco non può raccontarti. Se hai un dubbio, portala: si guarda insieme e ti diciamo cosa ne pensiamo — anche quando la risposta è "questa cammina ancora tranquilla".
Circolare Assogomma e Federpneus (PDF)Apri il documento →

