Consiglio

Il taglio sul fianco non si ripara. Mai.

Il fianco flette a ogni giro e dentro ha solo le tele: per questo un taglio lì non si ripara, e una bolla è già una tela spezzata. Cosa si salva e cosa no.

Sul battistrada un chiodo si ripara e la gomma torna come prima. Sul fianco no, mai, nemmeno se il taglio sembra piccolo. Non è prudenza eccessiva né un modo per venderti una gomma nuova: è come è fatta una gomma dentro.

Il fianco è la parte che lavora di più

Il battistrada appoggia a terra e sotto ha le cinture d'acciaio: è la zona rigida, spessa, fatta per prendere colpi. Il fianco invece è la parte che flette a ogni giro di ruota, decine di volte al secondo: è lì che la gomma assorbe le asperità, è lì che si deforma in curva e si riallunga in rettilineo. La gomma sul fianco è sottile, e a tenere insieme tutto ci sono le tele di poliestere, cioè fili annegati nella mescola che vanno da un tallone all'altro.

Una toppa incollata su una superficie che flette milioni di volte non regge, e soprattutto non ripara il danno vero: se il taglio ha reciso qualche filo della tela, quella parte di gomma ha perso la struttura che la tiene. La pressione interna spinge, il filo rotto non trattiene più, e il danno cresce da solo.

La bolla è già una tela rotta

Il rigonfiamento sul fianco — quella pallina che senti passando il palmo — non è un difetto estetico. È il punto in cui le tele si sono spezzate e l'aria sta spingendo fuori la sola mescola. Succede quasi sempre dopo una botta contro un cordolo o una buca presa a velocità: il colpo schiaccia il fianco fra il cerchio e l'ostacolo, e i fili si rompono senza tagliare la superficie esterna. Da fuori, subito dopo, non si vede niente. La bolla compare giorni dopo.

Una gomma con la bolla è da sostituire, e non fra un mese: quella zona può cedere di colpo, e cede alla velocità e alla temperatura più alte, cioè in autostrada d'estate.

Anche le screpolature contano

Le crepe sottili alla base del fianco, quelle a ragnatela, sono invecchiamento della mescola: sole, ozono, sbalzi di temperatura, gomma tenuta sgonfia. Se sono superficiali si tengono d'occhio; se si aprono e si vede una texture più chiara sotto, la gomma ha finito il suo tempo a prescindere dal battistrada. Su questo il DOT sul fianco aiuta a farsi un'idea, ma è lo stato reale a decidere.

E il taglio da cordolo?

La strisciata contro il marciapiede è il caso più comune e anche il più ambiguo. Se ha portato via solo mescola e le scritte in rilievo, di solito la gomma continua a lavorare. Se il taglio è profondo, se si intravede qualcosa di fibroso sul fondo o se la gomma perde aria, non c'è discussione: si cambia.

La regola pratica che diamo al banco: se dal taglio si vede tela, la gomma è finita. Nel dubbio si smonta e si guarda dentro, che è l'unico modo per sapere cosa ha fatto il colpo dall'altra parte. Lo facciamo anche quando poi la risposta è "va bene così".

Cosa si ripara, allora

Si ripara il battistrada, dentro l'area centrale prevista dal costruttore, e si ripara dall'interno: la gomma si smonta dal cerchio, il foro si allarga e si pulisce, entra il fungo, si vulcanizza a caldo e la toppa diventa un pezzo solo con la gomma. Non è una pezza: è una riparazione definitiva, ed è quella che descriviamo nella pagina della riparazione forature.

Quello che non facciamo è il filo infilato da fuori senza smontare, né lo spray. Il primo tappa il buco lasciando il danno interno invisibile; il secondo ti porta a casa e basta — e va detto subito a chi ripara, perché sporca il liner e va pulito prima, se no nessuna toppa tiene.

Cosa fare subito, se è successo adesso

Se hai preso un colpo forte e la gomma tiene la pressione, vai piano e passa a farla guardare: il fianco va controllato smontato. Se vedi una bolla, monta il ruotino e non ci girare. Se la gomma perde in fretta, non tirare fuori il chiodo o la vite: finché è dentro, perde molto più piano — quello che ti dà il tempo di arrivare.

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