È il controllo che costa meno di tutti — cinque minuti e non si paga — ed è quello che quasi nessuno fa. Eppure la pressione sbagliata è la causa numero uno delle gomme rovinate prima del tempo, e in estate, con l'asfalto a sessanta gradi, diventa anche una questione di sicurezza.
Perché a caldo la misura non vale
L'aria dentro la gomma si dilata scaldandosi. Dopo un'ora di autostrada, o anche solo dopo venti minuti di città sotto il sole di luglio, la pressione sale di circa 0,3 bar — a volte di più. Se misuri in quel momento e sgonfi per riportarla al valore della targhetta, quando la gomma si raffredda ti ritrovi mezzo bar sotto il dovuto. Hai peggiorato la situazione credendo di sistemarla.
La regola è una sola: si misura a freddo. Auto ferma da almeno tre ore, oppure dopo meno di due chilometri fatti piano. Se proprio devi misurare a caldo, si aggiungono 0,3 bar al valore di targhetta e si ricontrolla appena possibile.
Dov'è scritto il valore giusto
Non sul fianco della gomma: quello stampato lì è il massimo che la gomma sopporta, non quello che serve alla tua macchina. Il valore corretto sta sulla targhetta adesiva del montante della portiera lato guida, a volte dentro lo sportello del carburante o sul libretto. Di solito ci sono due colonne: carico normale e pieno carico, che è quella da usare quando parti carico per le vacanze.
Cosa succede se è bassa
La gomma sgonfia appoggia male: il centro del battistrada si solleva e il peso va tutto sulle due spalle, che si consumano in fretta. Flette più del dovuto a ogni giro, e quella flessione produce calore: è il calore, non il chilometraggio, che stacca le cinture e fa cedere una gomma di colpo in autostrada. Consuma anche più carburante, perché rotolare costa più fatica, e allunga lo spazio di frenata.
Mezzo bar in meno non si vede a occhio, e su una gomma moderna a spalla bassa nemmeno un bar. Guardarle non serve: bisogna misurarle.
E se è troppo alta?
Il difetto opposto è meno diffuso ma esiste, e capita a chi gonfia "abbondante" pensando di risparmiare carburante. La gomma appoggia solo al centro, consuma lì, tiene meno sul bagnato perché la superficie d'appoggio è minore, e la macchina diventa dura su ogni asperità. Il guadagno di consumo è irrisorio, il costo in aderenza no.
Il sensore TPMS non ti salva
Le auto immatricolate dopo il 2014 hanno il controllo pressione obbligatorio, ed è una buona cosa. Ma la spia si accende quando la pressione è già scesa parecchio sotto la soglia: serve a segnalare una foratura, non a tenere la gomma al valore giusto. Nel frattempo puoi aver girato per mesi con 0,4 bar in meno senza che nessuna spia si accendesse. Su come funzionano i sensori e cosa costa ignorarli abbiamo scritto un pezzo a parte.
Quando controllarla
Una volta al mese, e sempre prima di un viaggio lungo. Prima di partire carichi, usando la colonna del pieno carico della targhetta — ne parliamo anche nel pezzo su carico e vacanze. Dopo un cambio stagionale. E ogni volta che qualcosa nella macchina ti sembra cambiato.
Non dimenticare la ruota di scorta: è quella che nessuno guarda mai, e quando serve è sgonfia. Se hai il kit gonfiaggio al posto del ruotino, controlla la data della bomboletta: il sigillante scade davvero, e quello sì.
Il controllo qui è gratuito
Cinque minuti, ruota di scorta compresa, senza appuntamento. Se vieni la mattina presto le gomme sono fredde e la misura è quella vera. Ed è anche l'occasione per farci dare un'occhiata al battistrada e ai fianchi: un chiodo preso e non visto si trova così, prima che diventi una gomma sgonfia in tangenziale — e se si è già bucata, la riparazione della foratura sono quindici minuti.


