Consiglio

Quattro stagioni a Catania: a chi convengono e a chi no

Con il clima di Catania hanno senso, ma non per tutti. Cosa perdi sull'asciutto d'agosto, cosa perdi sull'Etna e la marcatura da controllare prima.

La domanda arriva ogni autunno: "con il clima che c'è qui, non conviene mettere quattro stagioni e non pensarci più?". La risposta onesta è: dipende da dove vai, e a Catania la differenza fra chi fa città e chi sale sull'Etna è tutta la storia.

Cosa sono davvero

Una quattro stagioni è un compromesso costruito apposta: mescola che resta elastica anche sotto i sette gradi — soglia sotto la quale una estiva comincia a indurire — e battistrada con lamelle che mordono su neve e bagnato, ma con blocchi abbastanza rigidi da non muoversi troppo sull'asciutto caldo.

Le buone portano la marcatura M+S insieme al simbolo del fiocco di neve dentro la montagna a tre punte (3PMSF): è quello, non la scritta M+S da sola, che le rende equivalenti alle invernali per l'ordinanza. Su questo conviene guardare bene, perché in giro ci sono ancora gomme marcate solo M+S che oggi non bastano più.

Cosa perdi rispetto a una stagionale

Sull'asciutto caldo — cioè agosto a Catania, con l'asfalto che scotta — una quattro stagioni frena qualche metro più lunga di una estiva buona e si consuma più in fretta, perché la mescola è più morbida di quanto servirebbe. In curva è meno precisa, e su una macchina potente si sente.

Sulla neve vera e sul ghiaccio, all'opposto, resta lontana da un'invernale seria. Va bene per una nevicata occasionale su strada battuta, non per salire a Piano Provenzana con dieci centimetri freschi.

Chi ci guadagna, a Catania

Chi fa quasi solo città e statale, poche migliaia di chilometri l'anno, e d'inverno non esce dalla provincia. Per queste persone le quattro stagioni tolgono due cambi l'anno, il problema di dove tenere il secondo treno — che qui è un problema vero, perché il deposito non lo facciamo — e sono in regola con l'ordinanza dal 15 novembre al 15 aprile.

Ci guadagna anche chi tiene la macchina come seconda auto, la usa poco e la lascia ferma per settimane: due treni che invecchiano fermi costano più di uno che lavora.

Chi invece deve restare sulle stagionali

Chi sale sull'Etna d'inverno, anche solo qualche volta: lì servono invernali vere, e non è una questione di neve sulla strada ma di temperatura e di aderenza in frenata su asfalto gelato all'ombra.

Chi fa molta autostrada, perché il consumo maggiore delle quattro stagioni si traduce in un treno che dura meno e in una frenata sull'asciutto un po' più lunga proprio dove serve.

E chi ha una macchina pesante o potente: su quelle il compromesso pesa il doppio, e i costruttori spesso indicano preferenze precise nel libretto.

Quanto durano

Meno di un'estiva usata solo d'estate, ma più di due treni tenuti male. Il conto va fatto sull'insieme: due treni stagionali costano di più all'acquisto ma durano ciascuno il doppio degli anni, e la macchina va meglio in ogni stagione. Un treno solo quattro stagioni costa meno subito, si consuma prima, e ti risparmia due montaggi l'anno.

Non c'è una risposta valida per tutti, e chi te la dà senza chiederti quanti chilometri fai e dove li fai ti sta vendendo qualcosa. Se passi, guardiamo insieme il libretto e come usi la macchina, e ti diciamo anche quando la scelta giusta è quella che ci fa vendere meno.

Una cosa da non fare mai

Montarne due e lasciare due estive. Sullo stesso asse le gomme devono essere uguali, e fra un asse e l'altro comportamenti diversi sul bagnato producono esattamente il problema di cui parliamo nel pezzo sulle gomme nuove che vanno dietro: la macchina reagisce in modo che chi guida non si aspetta.

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